Il nome di Numana, come quello del limitrofo paese di Sirolo, non è stato sempre legato al turismo o alla pesca, infatti tra il 1920 e 1970 del secolo scorso la sua fama è arrivata in tutti i continenti grazie alla produzione e vendita delle fisarmoniche. Per merito di alcuni imprenditori, primo fra tutti Alfredo Frontalini, questo strumento musicale ha permesso ai numanesi di superare il grave problema dell’emigrazione, ha insegnato loro un mestiere e divulgato una mentalità di tipo imprenditoriale, ha portato benessere economico a tutta la comunità.
La nascita della fabbrica di fisarmoniche Frontalini prende origine da Nazzareno (Ancona 1871 – Numana 1944), che appena sposato si trasferisce a Numana. La sua vita è stata molto intensa: amante della musica, insieme a pochi altri numanesi, nei primi anni del secolo scorso inizia a costruire organetti per la ditta di Paolo Soprani di Castelfidardo. Nel 1909 fa parte della filarmonica G. Verdi di Numana, diventa insegnante di musica per numerosi ragazzi del posto e direttore della locale banda cittadina, ricopre la carica di vice sindaco del paese nel 1920. Nei verbali dell’Ispettorato del lavoro di Ancona si legge che si è messo in proprio nel giugno del 1925, ma risulta iscritto presso la Camera di Commercio già nel 1923.
Il figlio Vincenzo (1894 -1989) partecipa alla prima guerra mondiale, ferito ad un braccio sul Carso e fortunatamente soccorso da una suora, riesce a salvarsi. Ritornato in paese collabora all’attività paterna, segue l’attività di approvvigionamento e magazzino per la ditta. Il vero artefice del decollo dell’industria della fisarmonica di Numana è stato però il figlio Alfredo (1900 – 1967) che per la sua versatilità, intraprendenza e coraggio è riuscito a portare le fisarmoniche Frontalini in tutto il mondo. Direttore amministrativo e curatore delle vendite, Alfredo ha saputo qualificare la ditta e portarla a livello di poche altre della zona. Le fisarmoniche vengono dapprima vendute in Belgio, Olanda e nei Paesi Scandinavi, quindi arrivano negli altri continenti. Il numero degli addetti dello stabilimento è andato progressivamente aumentando: nel 1929 sono 25 oltre i tre proprietari, nel 1934 passano a 70, nel 1938 a 256, nel primo dopoguerra si arriva a 446 occupati e sempre nel 19471a produzione è di circa 600 fisarmoniche al mese, oltre un migliaio di modelli a 12 – 24 bassi.
Nel luglio del 1950 gli addetti sono 523 con una produzione mensile di 1.800 fisarmoniche nei vari tipi. Dai locali situati nel seminterrato del Palazzo Comunale, dove era nata la ditta, lo stabilimento Frontalini si amplia con l’acquisto della proprietà Radicioni, pure costruttori di fisarmoniche, fino ad occupare tre fabbricati poco distanti tra loro. Nel 1946 la produzione ed esportazione di fisarmoniche crescono in modo vertiginoso, raggiungendo livelli mai visti prima, la ditta Scandalli di Camerano, la Frontalini e quella di Settimio Soprani di Castelfidardo si uniscono tra loro e fondano un’unica società: la Farfisa. Pochi mesi dopo, però, lamentando reciproche diffidenze e l’esclusione dalle decisioni nella direzione amministrativa, Alfredo Frontalini si ritira dalla Farfisa, riprendendo l’attività in proprio. Una esclusiva ed originale iniziativa di Alfredo Frontalini è stata l’istituzione di un’orchestrarmonica composta da fisarmoniche particolari, le quali con gli specifici suoni del flauto, dei violoncelli, dei contrabbassi, degli ottoni, sono in grado di creare una polifonia simile ad una vera orchestra.
Il successo e la fama vengono raggiunti con l’esibizione alla Basilica di Massenzio nel settembre del 1947, quindi in Belgio alle Beaux-Arts di Bruxelles, ad Anversa, Liegi, Gand e in Svizzera (Ginevra, Losanna e Neuchatel), dove la critica fu unanime nel riconoscere l’orchestra “uno strumento formidabile per la divulgazione della musica”. Prestigiosi direttori dell’orchestrarmonica sono stati Pippo Bazzizza, il polacco Mattia Gleich, Gianfranco Rivoli e Liberato Drenaggi. La Frontalini arriva ad occupare più di 600 addetti, ma con la contrazione del mercato, dovuta al cambio del gusto musicale più orientato verso le novità provenienti dai paesi anglosassoni e il genere lirico rispetto a quello melodico, nel 1964 la ditta è costretta a chiudere, nonostante alcuni tentativi di diversificazione della produzione. Accanto alla fabbrica madre sono sorte piccole ditte e laboratori e i numanesi, prima di scoprire la loro vocazione turistica, intraprendono la strada della lavorazione della fisarmonica.
Tra le più antiche hanno operato quella dei F.11i Radicioni, di Maggi & C., quindi le Industrie Fisarmoniche di Numana, l’Armonica Numana s.r.l. oltre la Canora, l’Eufisa (1952 – 1965), la Diamante (1955 – 1963) ed infine la Daily (1964 – 1975), diventata poi Danyel. Anche se oggi il paese di Numana è proiettato verso altri traguardi, rimane vivo il ricordo di quanti hanno contribuito, in quel periodo, a creare cultura nel paese, piena occupazione e a portare un certo benessere economico.
The name of Numana, like that of the neighboring town of Sirolo, was not always linked to tourism or fishing, in fact between 1920 and 1970 of the last century its fame came to all continents thanks to the production and sale of accordions. Thanks to some entrepreneurs, first of all Alfredo Frontalini, this musical instrument allowed the people of Numana to overcome the serious problem of emigration, taught them a trade and disclosed an entrepreneurial mentality, brought economic well-being to the whole community. The birth of the Frontalini accordion factory originates from Nazzareno (Ancona 1871 – Numana 1944), which as soon as married moves to Numana. His life was very intense: a lover of music, along with a few other people from Numania, in the early years of the last century he began to build accordions for the firm of Paolo Soprani di Castelfidardo. In 1909 he was a member of the G. Verdi Philharmonic in Numana, he became a music teacher for many local boys and director of the local town band, he held the position of deputy mayor of the town in 1920. In the minutes of the Ancona Labor Inspectorate we read which started its own business in June 1925, but was already registered with the Chamber of Commerce in 1923. His son Vincenzo (1894-1989) participated in the First World War, wounded in the arm of the Carso and fortunately helped by a nun, he managed to save himself. Back in the village he collaborates with his father, he follows the procurement activity and warehouse for the company. However, the true architect of the Numana accordion industry took off was his son Alfredo (1900 – 1967) who, thanks to his versatility, enterprise and courage, managed to bring the Frontalini accordions all over the world. Administrative manager and sales curator, Alfredo was able to qualify the company and bring it to the level of a few others in the area. Accordions are first sold in Belgium, Holland and the Scandinavian countries, so they arrive in other continents. The number of employees of the plant has progressively increased: in 1929 there are 25 over the three owners, in 1934 they go to 70, in 1938 to 256, in the first post-war period 446 employees arrived and still in 19471 production is about 600 accordions at month, over a thousand 12- to 24-bass models.
In July 1950 there were 523 employees with a monthly production of 1,800 accordions in various types. From the premises located in the basement of the Palazzo Comunale, where the company was born, the Frontalini factory expanded with the purchase of the Radicioni property, pure accordion builders, to occupy three buildings not far from each other. In 1946 the production and export of accordions grew at a dizzying rate, reaching levels never seen before, the Scandalli company of Camerano, the Frontalini and that of Settimio Soprani of Castelfidardo joined together and founded a single company: the Farfisa. A few months later, however, complaining of mutual distrust and exclusion from the decisions in the administrative direction, Alfredo Frontalini withdrew from Farfisa, resuming his own activity. An exclusive and original initiative by Alfredo Frontalini was the institution of an orchestra-harmonica composed of special accordions, which with the specific sounds of the flute, cellos, double-basses and brass instruments, are able to create a polyphony similar to a real orchestra. Success and fame are achieved with a performance at the Basilica of Massenzio in September 1947, then in Belgium at the Beaux-Arts in Brussels, Antwerp, Liege, Ghent and Switzerland (Geneva, Lausanne and Neuchatel), where the criticism was unanimous in recognizing the orchestra “a formidable instrument for the dissemination of music”. Pippo Bazzizza, the Polish Mattia Gleich, Gianfranco Rivoli and Liberato Drenaggi were the prestigious conductors of the orchestra accordion. The Frontalini gets to occupy more than 600 employees, but with the contraction of the market, due to the change of musical taste more oriented towards the news coming from the Anglo-Saxon countries and the lyrical genre than the melodic one, in 1964 the company is forced to close, despite some attempts to diversify production. Next to the mother factory, small companies and laboratories have sprung up and the numanesi, before discovering their tourist vocation, embark on the path of accordion processing. Among the oldest have operated that of F.11i Radicioni, of Maggi & C., then the Numarm Industrie Fisarmoniche, the Harmonic Numana s.r.l. besides Canora, Eufisa (1952 – 1965), the Diamante (1955 – 1963) and finally the Daily (1964 – 1975), which later became Danyel. Even if today the town of Numana is projected towards other goals, the memory of those who contributed, in that period, to create culture in the country, full employment and to bring a certain economic well-being remains alive.
ITA
Il nome di Numana, come quello del limitrofo paese di Sirolo, non è stato sempre legato al turismo o alla pesca, infatti tra il 1920 e 1970 del secolo scorso la sua fama è arrivata in tutti i continenti grazie alla produzione e vendita delle fisarmoniche. Per merito di alcuni imprenditori, primo fra tutti Alfredo Frontalini, questo strumento musicale ha permesso ai numanesi di superare il grave problema dell’emigrazione, ha insegnato loro un mestiere e divulgato una mentalità di tipo imprenditoriale, ha portato benessere economico a tutta la comunità.
La nascita della fabbrica di fisarmoniche Frontalini prende origine da Nazzareno (Ancona 1871 – Numana 1944), che appena sposato si trasferisce a Numana. La sua vita è stata molto intensa: amante della musica, insieme a pochi altri numanesi, nei primi anni del secolo scorso inizia a costruire organetti per la ditta di Paolo Soprani di Castelfidardo. Nel 1909 fa parte della filarmonica G. Verdi di Numana, diventa insegnante di musica per numerosi ragazzi del posto e direttore della locale banda cittadina, ricopre la carica di vice sindaco del paese nel 1920. Nei verbali dell’Ispettorato del lavoro di Ancona si legge che si è messo in proprio nel giugno del 1925, ma risulta iscritto presso la Camera di Commercio già nel 1923.
Il figlio Vincenzo (1894 -1989) partecipa alla prima guerra mondiale, ferito ad un braccio sul Carso e fortunatamente soccorso da una suora, riesce a salvarsi. Ritornato in paese collabora all’attività paterna, segue l’attività di approvvigionamento e magazzino per la ditta. Il vero artefice del decollo dell’industria della fisarmonica di Numana è stato però il figlio Alfredo (1900 – 1967) che per la sua versatilità, intraprendenza e coraggio è riuscito a portare le fisarmoniche Frontalini in tutto il mondo. Direttore amministrativo e curatore delle vendite, Alfredo ha saputo qualificare la ditta e portarla a livello di poche altre della zona. Le fisarmoniche vengono dapprima vendute in Belgio, Olanda e nei Paesi Scandinavi, quindi arrivano negli altri continenti. Il numero degli addetti dello stabilimento è andato progressivamente aumentando: nel 1929 sono 25 oltre i tre proprietari, nel 1934 passano a 70, nel 1938 a 256, nel primo dopoguerra si arriva a 446 occupati e sempre nel 19471a produzione è di circa 600 fisarmoniche al mese, oltre un migliaio di modelli a 12 – 24 bassi.
Nel luglio del 1950 gli addetti sono 523 con una produzione mensile di 1.800 fisarmoniche nei vari tipi. Dai locali situati nel seminterrato del Palazzo Comunale, dove era nata la ditta, lo stabilimento Frontalini si amplia con l’acquisto della proprietà Radicioni, pure costruttori di fisarmoniche, fino ad occupare tre fabbricati poco distanti tra loro. Nel 1946 la produzione ed esportazione di fisarmoniche crescono in modo vertiginoso, raggiungendo livelli mai visti prima, la ditta Scandalli di Camerano, la Frontalini e quella di Settimio Soprani di Castelfidardo si uniscono tra loro e fondano un’unica società: la Farfisa. Pochi mesi dopo, però, lamentando reciproche diffidenze e l’esclusione dalle decisioni nella direzione amministrativa, Alfredo Frontalini si ritira dalla Farfisa, riprendendo l’attività in proprio. Una esclusiva ed originale iniziativa di Alfredo Frontalini è stata l’istituzione di un’orchestrarmonica composta da fisarmoniche particolari, le quali con gli specifici suoni del flauto, dei violoncelli, dei contrabbassi, degli ottoni, sono in grado di creare una polifonia simile ad una vera orchestra.
Il successo e la fama vengono raggiunti con l’esibizione alla Basilica di Massenzio nel settembre del 1947, quindi in Belgio alle Beaux-Arts di Bruxelles, ad Anversa, Liegi, Gand e in Svizzera (Ginevra, Losanna e Neuchatel), dove la critica fu unanime nel riconoscere l’orchestra “uno strumento formidabile per la divulgazione della musica”. Prestigiosi direttori dell’orchestrarmonica sono stati Pippo Bazzizza, il polacco Mattia Gleich, Gianfranco Rivoli e Liberato Drenaggi. La Frontalini arriva ad occupare più di 600 addetti, ma con la contrazione del mercato, dovuta al cambio del gusto musicale più orientato verso le novità provenienti dai paesi anglosassoni e il genere lirico rispetto a quello melodico, nel 1964 la ditta è costretta a chiudere, nonostante alcuni tentativi di diversificazione della produzione. Accanto alla fabbrica madre sono sorte piccole ditte e laboratori e i numanesi, prima di scoprire la loro vocazione turistica, intraprendono la strada della lavorazione della fisarmonica.
Tra le più antiche hanno operato quella dei F.11i Radicioni, di Maggi & C., quindi le Industrie Fisarmoniche di Numana, l’Armonica Numana s.r.l. oltre la Canora, l’Eufisa (1952 – 1965), la Diamante (1955 – 1963) ed infine la Daily (1964 – 1975), diventata poi Danyel. Anche se oggi il paese di Numana è proiettato verso altri traguardi, rimane vivo il ricordo di quanti hanno contribuito, in quel periodo, a creare cultura nel paese, piena occupazione e a portare un certo benessere economico.
ENG
The name of Numana, like that of the neighboring town of Sirolo, was not always linked to tourism or fishing, in fact between 1920 and 1970 of the last century its fame came to all continents thanks to the production and sale of accordions. Thanks to some entrepreneurs, first of all Alfredo Frontalini, this musical instrument allowed the people of Numana to overcome the serious problem of emigration, taught them a trade and disclosed an entrepreneurial mentality, brought economic well-being to the whole community. The birth of the Frontalini accordion factory originates from Nazzareno (Ancona 1871 – Numana 1944), which as soon as married moves to Numana. His life was very intense: a lover of music, along with a few other people from Numania, in the early years of the last century he began to build accordions for the firm of Paolo Soprani di Castelfidardo. In 1909 he was a member of the G. Verdi Philharmonic in Numana, he became a music teacher for many local boys and director of the local town band, he held the position of deputy mayor of the town in 1920. In the minutes of the Ancona Labor Inspectorate we read which started its own business in June 1925, but was already registered with the Chamber of Commerce in 1923. His son Vincenzo (1894-1989) participated in the First World War, wounded in the arm of the Carso and fortunately helped by a nun, he managed to save himself. Back in the village he collaborates with his father, he follows the procurement activity and warehouse for the company. However, the true architect of the Numana accordion industry took off was his son Alfredo (1900 – 1967) who, thanks to his versatility, enterprise and courage, managed to bring the Frontalini accordions all over the world. Administrative manager and sales curator, Alfredo was able to qualify the company and bring it to the level of a few others in the area. Accordions are first sold in Belgium, Holland and the Scandinavian countries, so they arrive in other continents. The number of employees of the plant has progressively increased: in 1929 there are 25 over the three owners, in 1934 they go to 70, in 1938 to 256, in the first post-war period 446 employees arrived and still in 19471 production is about 600 accordions at month, over a thousand 12- to 24-bass models.
In July 1950 there were 523 employees with a monthly production of 1,800 accordions in various types. From the premises located in the basement of the Palazzo Comunale, where the company was born, the Frontalini factory expanded with the purchase of the Radicioni property, pure accordion builders, to occupy three buildings not far from each other. In 1946 the production and export of accordions grew at a dizzying rate, reaching levels never seen before, the Scandalli company of Camerano, the Frontalini and that of Settimio Soprani of Castelfidardo joined together and founded a single company: the Farfisa. A few months later, however, complaining of mutual distrust and exclusion from the decisions in the administrative direction, Alfredo Frontalini withdrew from Farfisa, resuming his own activity. An exclusive and original initiative by Alfredo Frontalini was the institution of an orchestra-harmonica composed of special accordions, which with the specific sounds of the flute, cellos, double-basses and brass instruments, are able to create a polyphony similar to a real orchestra. Success and fame are achieved with a performance at the Basilica of Massenzio in September 1947, then in Belgium at the Beaux-Arts in Brussels, Antwerp, Liege, Ghent and Switzerland (Geneva, Lausanne and Neuchatel), where the criticism was unanimous in recognizing the orchestra “a formidable instrument for the dissemination of music”. Pippo Bazzizza, the Polish Mattia Gleich, Gianfranco Rivoli and Liberato Drenaggi were the prestigious conductors of the orchestra accordion. The Frontalini gets to occupy more than 600 employees, but with the contraction of the market, due to the change of musical taste more oriented towards the news coming from the Anglo-Saxon countries and the lyrical genre than the melodic one, in 1964 the company is forced to close, despite some attempts to diversify production. Next to the mother factory, small companies and laboratories have sprung up and the numanesi, before discovering their tourist vocation, embark on the path of accordion processing. Among the oldest have operated that of F.11i Radicioni, of Maggi & C., then the Numarm Industrie Fisarmoniche, the Harmonic Numana s.r.l. besides Canora, Eufisa (1952 – 1965), the Diamante (1955 – 1963) and finally the Daily (1964 – 1975), which later became Danyel. Even if today the town of Numana is projected towards other goals, the memory of those who contributed, in that period, to create culture in the country, full employment and to bring a certain economic well-being remains alive.